Si chiude con una vittoria il girone di top16 di Eurolega per Siena. Contro l’Efes già eliminato alla MensSana serviva la partita della vita, per arrivare primi nel girone, evitare il Tau nei quarti di finale e avere la “bella” in casa contro il Fenerbahce. Ora che anche quest’ostacolo e superato, l’obiettivo FinalFour non sembra poi così lontano.
Merito di Sato, al suo top di punti in Eurolega, di un Thornton straripante, di McIntyre che parte forte con 2 assist nei primi minuti, poi si perde ma si ritrova con due tiri da 3 quando gli avversari si riavvicinano, di Stonerook come sempre chirurgico, di un Eze fisicamente dominante, di un Diener che potrà diventare riserva di super-lusso.
Se a questi si aggiungono Lavrinovic, Kaukenas e Romero, si capisce che questa Montepaschi può davvero sognare in grande. Piccola pecca però: oltre ad essere Siena l’unica formazione riamsta a difendere quella che un tempo era la grande pallacanestro di club italiana, lo fa sostanzialmente senza giocatori italiani.
Poco importa di un Berti che gioca 19 secondi, di un Carraretto fuori dal giro della nazionale da anni, o di un Ress che ci vive ai margini. Tanto meno degli “italiani” Stonerook ed Eze, compatrioti solo per matrimonio, e per il regolamento.
Un bell’esempio viene in questa stessa notte di Eurolega da Belgrado. Stesso girone di Siena. Con pochi soldi, ma tanta passione e spinta del pubblico, i giovani serbi del Partizan sconfiggono i più quotati greci del Panatinaikos, eliminandoli dalla corsa europea.
Pekovic, Velickovic, Tripkovic, talenti allenati in casa che garantiscono risultati e futuro alla società. Chissà cosa sarà di Siena quando il budget scenderà a quello delle altre formazioni del nostro campionato. Probabilmente ci troveremo ancora una volta, come negli ultimi anni spesso è capitato, a guardare da spettatori lo spettacolo più bello del basket europeo.
Quindi forza Siena, ma io tifo Partizan.
Pazza Denver amala…
aprile 7, 2008Altra serataccia per noi tifosi dei Nuggets. I ragazzi del Colorado incappano nella seconda sconfitta consecutiva contro squadre senza velleità di post-season, e mettono a serio repentaglio la propria partecipazione ai playoff.
Dopo i Kings è toccato ai Sonics sconfiggere Iverson e compagni. I Nuggets hanno sfoderato il solito primo tempo, subendo 70 punti con vuoti difensivi allucinanti, recuperando poi nel finale. Ma quando sembrava tranquilla una vittoria fondamentale anche alla luce della sconfitta dei Warriors, una tripla del rookie Kevin Durant ha rimandato il verdetto ai supplementari, complice ancora una difesa completamente assente.
Primo supplementare dunque. Anche questo concluso dalla tripla di Durant. Avanti con il secondo supplementare. E con un’altra sconfitta inopinata, 151-147 il finale.
Io credevo veramente in questa squadra, il talento a disposizione era e rimane di primissima scelta. Non è possibile però compromettere così la propria stagione, dimostrando di non avere alcuna idea del sacrificio, e della voglia di vincere.
Non sono uno di quelli che imputano sempre le colpe delle sconfitte agli allenatori, tutt’altro. Stasera mi sento però di supportare il tifoso Nuggets che tramite il suo sito chiede, come sto facendo io, la testa di coach Karl.
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