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“Perdere e perderemo”: la lunga corsa verso la lottery

Marzo 19, 2008

Giunti a 20 gare dalla fine della regular season NBA, le squadre migliori combattono sul parquet per garantirsi i playoff, e la migliore posizione possibile in vista della post-season.
Ogni anno però un certo numero di team resta con buon anticipo escluso da questa lotta: inizia così la grande corsa verso la lottery pick, una competizione a suon di sconfitte per garantirsi il record peggiore. Vediamo brevemente le cause.

Al termine di ogni stagione si tiene il cosiddetto draft, ovvero la scelta da parte delle franchige NBA dei migliori giocatori provenienti dal campionato universitario NCAA, e in misura crescente dei talenti europei e internazionali.
L’ordine di scelta non è però casuale, ma viene sorteggiato partendo dalle 14 squadre che non prendono parte ai playoff. Succede così che sulle 1000 palline da sorteggiare, 250 appartengano alla squadra con il peggior record l’anno precedente, 199 alla penultima, 156 alla terzultima e così via, come ben spiegato qui.

Come ogni anno dunque, anche questa stagione si sta concludendo con la gara a chi perde di più, in cui vengono mandati in campo giocatori pseudo-sconosciuti e tenuti a riposo i campioni. Quest’anno sembra esserci un vincitore annunciato: molto probabilmente i Miami Heat, con un terrificante record ad oggi di 12W e 54L, si aggiudicheranno le 250 palline, mentre la corsa al penultimo posto è ancora vivissima, con Memphis e Minnesota a 16-50 a inseguire da vicino Seattle, che guida questa classifica alla rovescia con 16-51.

La storia insegna che molto spesso la prima posizione per la lottery non si traduce nella prima scelta al draft, ma per la legge delle probabilità questo alle squadre poco interessa.
Qualcuno potrebbe sostenere la completa follia di questa gara a perdere. Non è che la punta dell’iceberg del grande baraccone della National Basketball Association.

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