Gli Hornets guardano tutti da lassù in cima. Nella stagione più pazza e interessante degli ultimi 10 anni nella Western Conference, i migliori sono proprio i ragazzi di New Orleans. Meglio degli Spurs di Duncan-Parker-Ginobili. Meglio dei Lakers di Kobe-Odom-Gasol. Meglio di Phoenix. Semplicemente meglio di tutti.
Poche gare separano le contendenti dai playoff, e gli Hornets iniziano a sentire il fiato sul collo dei campioni in carica di coach Gregg Popovich, reduci da una striscia aperta di 8 W. Certamente sono l’accoppiamento da sogno in post-season per le 3 in lotta per il 7°-8° posto nella griglia. Denver, Dallas e Golden State se potessero scegliere certamente opterebbero per i ragazzi di Byron Scott: poca esperienza nei momenti importanti, poca tutela arbitrale quando il nome conta.
I ragazzi però non si fanno intimorire, e a 9 gara dal termine della regular season si mantengono saldi al primo posto. Poco importa che qualcuno li consideri ancora oggi come una formazione non da playoff. Grazie a Chris Paul, auteorevole candidato all’MVP stagionale, all’esperienza di David West, a un ritrovato Chandler, alle triple di Peja Stojakovic, sognare a New Orleans non è vietato.


Pazza Denver amala…
Aprile 7, 2008Altra serataccia per noi tifosi dei Nuggets. I ragazzi del Colorado incappano nella seconda sconfitta consecutiva contro squadre senza velleità di post-season, e mettono a serio repentaglio la propria partecipazione ai playoff.
Dopo i Kings è toccato ai Sonics sconfiggere Iverson e compagni. I Nuggets hanno sfoderato il solito primo tempo, subendo 70 punti con vuoti difensivi allucinanti, recuperando poi nel finale. Ma quando sembrava tranquilla una vittoria fondamentale anche alla luce della sconfitta dei Warriors, una tripla del rookie Kevin Durant ha rimandato il verdetto ai supplementari, complice ancora una difesa completamente assente.
Primo supplementare dunque. Anche questo concluso dalla tripla di Durant. Avanti con il secondo supplementare. E con un’altra sconfitta inopinata, 151-147 il finale.
Io credevo veramente in questa squadra, il talento a disposizione era e rimane di primissima scelta. Non è possibile però compromettere così la propria stagione, dimostrando di non avere alcuna idea del sacrificio, e della voglia di vincere.
Non sono uno di quelli che imputano sempre le colpe delle sconfitte agli allenatori, tutt’altro. Stasera mi sento però di supportare il tifoso Nuggets che tramite il suo sito chiede, come sto facendo io, la testa di coach Karl.
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