Inizia oggi l’avventura di questo mio nuovo blog.
Un blog interamente dedicato alla pallacanestro, lo sport che ha saputo più di qualunque altro rinnovarsi, nelle regole, nei partecipanti e negli spettatori, e forse proprio per questo motivo è stato in grado di attrarre su di sè un’attenzione crescente. Partendo dagli anni ‘60, il basket ha accolto nelle squadre di tutto il mondo giocatori appartenenti alla comunità afroamericana, fino a farli diventare oggi i principali protagonisti. A partire dagli anni ‘70 ha introdotto cambiamenti regolamentari per adattarsi al mutamento fisico dei suoi protagonisti. E si aggiorna continuamente ancora oggi, inglobando nuove tecnologie, ma osservando l’antico con occhio critico, e talvolta recuperandolo. Negli anni ‘80 ha portato lo “showtime” ai massimi livelli, e nel contempo in milioni di case in giro per il mondo. Ha saputo comprendere dagli anni ‘90 la portata del fenomeno della globalizzazione, ed ha aperto in misura sempre maggiore le porte a giocatori europei, africani e asiatici, fino a giungere nell’ultima stagione ad una prima scelta italiana, un MVP tedesco e un MVP delle Finals francese. Eventi impensabili solo 10 anni fa.
Nonostante i cambiamenti occorsi dalla data della sua nascita, la pallacanestro non ha perso la sua anima. Che si giochi in una scalcinata palestra di periferia in una gelida domenica invernale, o che si sia tra i milioni di spettatori di un incontro della NBA, sono uniche le emozioni che questo sport sa regalare.
Uno sport che ti può far piangere, di gioia o rammarico per una partita decisa all’ultimo secondo.
Uno sport che ti può tenere sveglio tutta la notte incollato ad un televisore, a soffocare le grida di esultanza per non svegliare chi in casa già dorme.
Uno sport che costringe a enormi sacrifici, ma sa ripagare con soddisfazioni ancora più grandi.
Tutto questo è per me il basket. Semplicemente lo sport più bello del Mondo.
