Giunti a 20 gare dalla fine della regular season NBA, le squadre migliori combattono sul parquet per garantirsi i playoff, e la migliore posizione possibile in vista della post-season.
Ogni anno però un certo numero di team resta con buon anticipo escluso da questa lotta: inizia così la grande corsa verso la lottery pick, una competizione a suon di sconfitte per garantirsi il record peggiore. Vediamo brevemente le cause.
Al termine di ogni stagione si tiene il cosiddetto draft, ovvero la scelta da parte delle franchige NBA dei migliori giocatori provenienti dal campionato universitario NCAA, e in misura crescente dei talenti europei e internazionali.
L’ordine di scelta non è però casuale, ma viene sorteggiato partendo dalle 14 squadre che non prendono parte ai playoff. Succede così che sulle 1000 palline da sorteggiare, 250 appartengano alla squadra con il peggior record l’anno precedente, 199 alla penultima, 156 alla terzultima e così via, come ben spiegato qui.
Come ogni anno dunque, anche questa stagione si sta concludendo con la gara a chi perde di più, in cui vengono mandati in campo giocatori pseudo-sconosciuti e tenuti a riposo i campioni. Quest’anno sembra esserci un vincitore annunciato: molto probabilmente i Miami Heat, con un terrificante record ad oggi di 12W e 54L, si aggiudicheranno le 250 palline, mentre la corsa al penultimo posto è ancora vivissima, con Memphis e Minnesota a 16-50 a inseguire da vicino Seattle, che guida questa classifica alla rovescia con 16-51.
La storia insegna che molto spesso la prima posizione per la lottery non si traduce nella prima scelta al draft, ma per la legge delle probabilità questo alle squadre poco interessa.
Qualcuno potrebbe sostenere la completa follia di questa gara a perdere. Non è che la punta dell’iceberg del grande baraccone della National Basketball Association.

Rialzati, Mago!
Marzo 9, 2008To be tough, essere duri. Rialzarsi dopo un colpo subito, per far vedere a chi ti ha colpito di non essere intimorito, di non aver patito il colpo. Questa logica è molto comune nella società e nello sport made in USA, è la logica del football americano. Nel basket, Allen Iverson ne ha fatto il proprio Credo.
Per i giocatori europei nell’NBA è una delle cose da imparare, e Andrea Bargnani sembra averla imparata negli ultimi tempi.
Nella notte di mercoledì un brutto fallo di Alexander Johnson dei Miami Heat l’ha coricato a terra, causandogli la frattura di tre denti e una brutta testata sul parquet, come viene raccontato in questo articolo.
Il Mago ha patito il colpo, ma ha imparato ad essere duro. Dopo 5 minuti sdraiato a terra, si è rialzato e, seppur ancora visibilmente confuso, è andato in lunetta per tirare i liberi. E segnarli entrambi.
Solo allora la sua partita è terminata ed è rientrato negli spogliatoi, per controllare non vi fossero complicazioni più gravi.
Bella prova, Mago.
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