Posts contrassegnato dai tag ‘Mavs’

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Bentornato Nenè!

Marzo 29, 2008

La vittoria di Denver contro Dallas di giovedì può essere considerata davvero importante. E non solo per il verdetto del campo. A meno di 3 mesi dall’annuncio di un cancro maligno, Nenè Hilario è tornato sul parquet del Pepsi Center.

La sua ultima partita risaliva all’11 gennaio. Dopo l’annuncio della malattia, dalle pagine del suo sito ufficiale, e la sfida più dura. Con l’aiuto di tutti coloro che l’hanno supportato e della sua straordianaria forza d’animo, Nenè è tornato sul campo da gioco dopo 2 mesi e mezzo. I 77″ della sfida contro i Mavs erano null’altro che garbage time in una vittoria fondamentale per la corsa ai playoff dell’Ovest. Ma il pubblico di Denver gli ha tributato un enorme applauso al suo ritorno in campo.

I Nuggets sono in piena corsa a 3 con Mavs e Warriors per 2 posti nella post-season. Certamente l’ala forte brasiliana potrà essere di grosso aiuto. E se malauguratamente i Nugs non dovessero centrare il biglietto per i playoff, avrebbero comunque una mezza ragione di sorridere.

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Salary cap: do it American way

Marzo 6, 2008

Ultimamente si è parlato di un introduzione del “salary cap” anche per il beneamato calcio nostrano. In questo post voglio perciò brevemente mostrare in cosa consiste il tetto per gli ingaggi, e come questo viene applicato nel mondo della pallacanestro professionistica americana.

Al fine di garantire una equa distribuzione di talento in tutta la Lega, e favorire quindi la competitività delle franchige, la NBA fissa un tetto massimo per gli stipendi dei giocatori. Superato tale limite, la società (nel regime di “soft salary cap” vigente nella NBA) è costretta a pagare alla Lega una “luxury tax”, ovvero il corrispettivo dell’eccesso di stipendi, che sarà suddivisa tra tutte le franchige che rispettano il tetto.

Un esempio tratto direttamente dagli ultimi giorni di mercato è quello derivato dall’acquisizione di Jason Kidd da parte dei Dallas Mavs. Con l’ingaggio dell’All-star in uscita dai Nets, i Mavs si trovano per quest’anno con un monte salari di 102 milioni di dollari.
Stimando quindi il tetto a 60 milioni di dollari (il 51% dell afflusso di denaro all’NBA) i Mavs saranno costretti a pagare 102-60=42 milioni di $ di luxury tax da suddividere tra le società “rispettose”, oltre chiaramente agli ingaggi dei giocatori.

Cosa garantisce tutto ciò? Innanzitutto una equa distribuzione dei giocatori migliori, o perlomeno di quelli che guadagnano di più. Inoltre, non potendo firmare nuovi contratti, le squadre che superano il cap non hanno possibilità di acquisire nuovi giocatori fuori contratto (i “free agent”), con una conseguente mancanza di rinnovamento del team.

Il regolamento prevede poi una lunghissima serie di eccezioni, per le quali rimando a questo chiarissimo sito.
Chissà come funzionerebbe un modello simile nel calcio italiano. Inter, Juventus e Milan sarebbero costrette a pagare milioni di Euro che andrebbero direttamente nelle casse di Siena, Catania e Reggina, che proprio grazie a questi fondi potrebbero firmare contratti con Ibrahimovic, Kakà o Trezeguet, finendo forse per vincere qualche trofeo, per poi vedere ribaltate le posizioni.
A pensarci bene, l’idea neppure mi dispiace.